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Vortice di Nulla | I'm with tortillas, throwing stones in the water | review

Sodapop . www.sodapop.it .
Il post-rock strumentale (molto approssimativamente: quello d’impronta più psichedelica che math… diciamo tutto quello post-Come On Die Young) ha nel suo piccolo (stiamo pur sempre parlando di "musica per ascensori" di palazzi occupati esclusivamente da indierockers romanticoni) qualcosa di autenticamente eroico, nel suo ostinato disperato lanciare il guanto della sfida alla noia... Dunque. Iniziamo dalla fine, che così ci togliamo il (brutto) pensiero: l’ultimo pezzo di questo I’m With Tortillas... mette insieme esattamente tutto ciò che non vorresti mai più sentire in un disco di questo genere. Fondamentalmente, prolissi crescendo maldestramente struggenti e goffamente epici.
Ma, e qui sta la sorpresa, questo è in realtà un buon disco, per più di un motivo e per più d’un palato. Perché, preso nella sua interezza, riesce davvero ad arginare il tedio con interessanti accenni elettronici (si senta ad esempio l’incipit di Erwin Schrodinger, pezzo che però purtroppo cresce in puro stile GDM), con un affatto scontato (buon) gusto per sonorità avventurose (sostanzialmente chitarroni sonici su ritmiche wave, e batterie pseudo-sintetiche '80 quanto basta) e soprattutto perché, tra le tipiche ascensioni e dilatazioni, si toglie per fortuna lo sfizio di stupire (all’improvviso, spunta una chitarra quasi framptoniana in Master Miyagi Vs Kobra Kai... oppure, a metà We Are The Sonic Death Monkey, fa capolino per poi subito eclissarsi una melodia Cure...).
Considerando che il disco è in realtà una ristampa di un demo del 2007, c’è di che ben sperare, per il prossimo futuro.
(Mattia Solaroli)

Mescalina . www.mescalina.it.
I Vortice Di Nulla sono un quintetto cremasco che con ´I’m with tortillas, throwing stones in the water´ arriva alla seconda prova, dopo il demo ´Mithosi´. C’è subito da dire che il disco è essenzialmente strumentale, e persino i pochi interventi vocali, grazie agli effetti di riverbero, sembrano aggiungere musica e non parole. L’opera dunque può risultare non di facilissimo ascolto, soprattutto per chi non è un cultore dei virtuosismi sonori e del post-rock: tuttavia la relativamente breve durata delle tracce facilita l’ascolto anche ai ´profani´. Si inizia con il piede pigiato sull’acceleratore: ´Dash and dixan´ non lascia fiato, con la sua batteria incalzante e le tastiere che creano un effetto da sali e scendi sulle montagne russe. Poi si rallenta all’improvviso con ´L’orchestra di Osama´, brano dalle atmosfere dilatate che ricorda i Mogway con un pizzico di elettronica in più. Il disco procede poi alternando l’effervescenza con un mood più riflessivo. Va sottolineata la cura e l’originalità nella scelta dei titoli, che abbracciano ogni ambito dello scibile: ad esempio l’attualità con ´L’orchestra di Osama´, le arti marziali con ´Master Miyagi vs Kobra Kai´ e persino la meccanica quantistica con ´Erwin Schrodinger´, brano non a caso quasi sinusoidale nel ritmo, proprio come un fenomeno ondulatorio. Insomma ´I’m with tortillas, throwing stones in the water´ è un disco molto particolare, ma di una ricchezza tale che vale la pena ascoltarlo, almeno una volta, ed essere trascinati nei suoi universi siderali.
(Arianna Marsico)

Stereoinvaders . stereoinvaders.com. 7,5
I Vortice di Nulla nascono a Cremona nell'anno 2004 e si evolvono presto verso una forma di postrock quasi interamente strumentale. Hanno all'attivo due Demo, e dopo "Mithosi" del 2005, questo è il loro secondo lavoro sulla distanza. Questo demo è già un disco pronto per uscire sul mercato, oltretutto è disponibile sul loro my space a soli 3 Euro, è ben fatto e ben prodotto, non c'è nessuna pecca o difetto a livello di suono e la grafica del cofanetto cartonato arricchisce ancor di più il valore di questo lavoro. Gli arrangiamenti di chitarre e i loro intrecci sono studiati alla perfezione, con un basso sempre presente e attento a riempire e far pulsare gli interstizi e i silenzi delle tracce, la batteria ha un suono particolare, forse strano per il genere postrock, ha un suono quasi sintetico, poco analogico, cristallino e perfetto, però già dopo un paio di ascolti rende più giustizia della solita batteria registrata alla Steve Albini. Se posso permettermi un paragone mi ricordano I Giardini di Mirò e qualche altro gruppo della suddetta scena, nazionale e internazionale. Per gli appassionati di questo stile ipnotico, strumentale, elegante, poetico questo dischetto sarà una rivelazione.
(Dead Channel)

Deaf Sparrow . www.deafsparrow.com . 3,5/5
Enter Italian post rockers Vortice Di Nulla. They create post rock with an upbeat mood, which is kind of a rarity for the sub genre. Most post rockers not only enjoy shoe gazing, but also sky gazing, soul gazing, ass gazing and whatever it is that makes them look and sound like thoughtful young artistes. The difference here is that Vortice Di Nulla start off the funnily titled I’m With Tortillas, Throwing Stones in the Water with a song called “Dash and Dixan”, an upbeat cut of intermittent wah wah and racing rhythm guitars. You only need to get to the second track to realize this quintet has thrown you for a loop.
But what follows is not entirely out of character. It’s easy to recognize it as the same band, the difference being that Vortice Di Nulla then start sky gazing, shoe gazing, ass gazing and else. Whatever it is that makes them look like young artistes they do it. And they pull it off. To their credit, this band doesn’t sound like Isis, Mogwai or Pelican. Why? Because Vortice Di Nulla doesn’t go into mere heaviness, remaininig instead focused in prog rock textures this band succeeds. Carefully placed layers of sound abound. The guitar work is gorgeous where lush arrangements rise and fall, and myriad of noise, synthesizer, piano, etc, only add to the trip and keep matters light and flowing.
That’s another good point. Unlike many of their sub genre counterparts, Vortice Di Nulla keep their music focused and compact. The longest track is a bit above eight minutes but the average song length is shy of five minutes. So there is definitely a purpose to remain accessible. This is more evident in tracks like “We Are the Sonic Death Monkey” which could be the single of the album because of its simplicity. Sure, it’ not the strongest track but it displays this band’s trademark modus operandi.
(Deaf Sparrow)

Metallized . www.metallized.it . 77
Arriva da Crema la nuova scoperta della label Trazeroeuno (etichetta molto selettiva ma di gran spessore artistico): i Vortice di Nulla sono un gruppo indie, o meglio post rock, anzi no psichedelico, forse forse elettro-noise; o magari più semplicemente sono un po' di tutto questo senza però lo snobismo indie, l'arrogante intellettualismo del post rock, le noiose lungaggini psichedeliche e l'esasperata invadenza dell'elettronica. E scusate se è poco. La miscela ricreata dal quintetto, rigorosamente priva di parti cantate, non è complessa e cervellotica come ci si potrebbe aspettare, le partiture sono tutto sommato semplici, lineari e volutamente acerbe; inutile dire che a quest'altezza si tratta di un impoverimento programmatico: perchè il disco ove perde in sostanza musicale ne guadagna in sostanza emozionale, e viceversa ed il tutto è dannatamente efficace.
Quella di questi ragazzi è una musica di sensazioni, di profumi, di visioni, di sogni. Gusto ed eleganza sono il perfetto collante che tiene insieme ciascuna delle nove composizioni di I'm With Tortillas, Throwing Stones In The Water, composizioni che tra l'altro dimostrano una maturità artistica davvero sorprendente (siamo solo al primo album), in barba ad ogni briciolo di sospetto di derivatività (la quale sparisce fin dal primo ascolto). Ovvio che qua e là qualche riferimento affiori chiaro (Mogwai su tutti) ma lo stile è sempre personale e definito nonostante la molteplicità di spunti (e di intenzioni).
I tempi musicali sono abbastanza spigliati e, per dirla in termini teatrali, si è puntato su una recitazione svelta ed a tratti giocosa; già, perchè i ragazzi buttano nell'impasto una massiccia dose di ironia, basti scorrere la tracklist: Dash And Dixan, Master Myagi VS Kobra Kai (ricordate Karate Kid? O forse era Il ragazzo dal kimono d'oro...), We are the sonic death monkey sono solo alcuni esempi. In realtà è un prototipo d'ironia del tutto particolare, ascoltando i brani in questione ci si accorge infatti di come sia forte e spiazzante la contrapposizione tra il mood generale malinconico dei pezzi (deliziosamente post rock) ed i loro titoli: ed è proprio questo il punto, questa sfrontata opposizione che sembra prendersi gioco di noi risuona nella mia testa come una sorta di sottile metafora della nostra vita di tutti i giorni. Ironia amara? A voi la decisione (io che il bicchiere lo vedo sempre mezzo vuoto non faccio testo...).
Il quintetto non cessa di stupire, c'è così spazio per lo shoegaze di Gocce di Cristallo, la schizofrenia elettroide di DX ed il romantico commiato di Song for my stomach and for my old friend. In altri frangenti invece si sfocia nella più pura goliardìa giovanile, come nel “subliminale” libretto d'istruzioni di un microfono, recitato e poi girato al contrario nell'incipit di Erwin Schrodinger.
E' nei pezzi più sperimentali che i Vortice di Nulla dànno però l'impressione di strafare, di volerci infilare a tutti i costi effetti e bizzarrìe che francamente io avrei evitato (penso per esempio al noise condito da disturbi da interferenza di telefono cellulare all'inizio della già citata Erwin Schrodinger): inutili forzature a mio parere. La produzione, pur essendo casalinga (come da credits), sa il fatto suo: sia il missaggio che il mastering sono stati eseguiti con cognizione di causa, così come l'uso dell'effettistica; solo la batteria risente di una registrazione non ottimale (l'effetto “cartone” salta sovente all'orecchio) ma è un dettaglio tutto sommato trascurabile. L'armonia, le intense vibrazioni che si sprigionano da ogni rigo di pentagramma sono il dono della cura esigente che i ragazzi cremaschi hanno impiegato nel realizzare l'opera. Nulla è stato lasciato al caso, al contrario i Vortice di Nulla hanno controllato anche il più insignificante, in apparenza, dei dettagli per raggiungere quella “semplice perfezione” alla quale aspiravano; e che mi ha conquistato.
I'm With Tortillas, Throwing Stones In The Water racconta con uno stile asciutto ed essenziale, pur nella consapevolezza di una perdita senza scampo, la gioia della vita attraverso storie di una malinconia che sfugge tra le dita a velocità di crociera.
Consigliato senza remore.
(Stefano Asti)

Silent Scream . www.silentscreamzine.com . 7,5/10
La classica sorpresa che prende alla sprovvista, che colpisce al cuore e al cervello perchè (forse) si hanno le difese abbassate. Una parabola incalzante e sinuosa, affilata come una selce. Un flashback commovente, ruvido, ipnotico, bruciante. Un mulinello ventoso di quelli che risucchiano verso l’alto. “I’m With Tortillas, Throwing Stones In The Water” si aggira guardingo e subdolo fra le periferie delle metropoli per coglierne l’essenza pop, il simbolo consumistico, il profumo penetrante. Crudele educazione math passata al setaccio da un magnifico sguardo noir (“Dash And Dixan”), senso di smarrimento per barriere di incomunicabilità bassamente tecnologiche (“Erwin Schrodinger”), mantra ronzante e dolorosamente lamentoso (“L’Orchestra Di Osama”), rallenty notturni illuminati da spettrali neon urbani (“Master Miyagi Vs Kobra Kai”), mélo soffocato e chiuso a chiave nella stanza dei giocattoli (“Picanol”), dolenti geometrie per ricordi ormai polverosi (“Song For My Stomach And For My Old Friend”). La poetica della band lombarda gioca con gli spazi che si fanno smisurati o claustrofobici, zumata di una lente d’ingrandimento impazzita, inquietudine silenziosa e sottopelle, ma ugualmente devastante, che raggiunge picchi di struggente intensità. La strumentazione classica crea atmosfere vibranti, subliminali e catartiche che celano dietro la corteccia di un suono abrasivo ed a tratti spigoloso risultanze armoniche ed ambientali assai suggestive. Nove tracce oscure ed imperiose, limacciose ma non tetre, e nemmeno rassegnate, che durano lo spazio di un respiro e che lasciano senz’altro intuire sviluppi significativi per l’immediato futuro.
(Flavio Ignelzi)

Perkele . www.perkele.it . 7/10
Continua ad essere degno di menzione quel sottobosco che persevera nella sua incessante attività volta ad unire post rock e psichedelia, un panorama invero piuttosto frastagliato e dalla qualità alterna, ma entro il quale le formazioni più meritevoli insistono nello sforzo di creare spunti originali o quantomeno di apportare un certo tasso di creatività.
Bene ha fatto ad esempio la Trazeroeuno a ristampare in edizione limitata con un ottimo packaging il secondo lavoro autoprodotto dei Vortice Di Nulla, band nata "all'imbrunire del 2003" e che in poco tempo si è costruita una solida reputazione in questo ambito.
"Dash And Dixan" - battente come un'ineluttabile spirale, ma forte di tastiere robotico-progressive e chitarrismi secchi che spingono a dovere il brano - e "L'Orchestra Di Osama" ci introducono nell'ombroso sound del bravo quintetto cremasco: una città degli echi fatta di Mogwai e Explosions In The Sky, ma anche Red Sparowes per le acustiche che ricreano orizzonti privi di confini completamente intelligibili, e i Motorpsycho per l'approccio avanguardistico e curato della melodia.
"Gocce Di Cristallo" parla da sola e coerentemente, invece della solita vitrea nenia dark/shoegaze, i nostri costruiscono con snellezza un pezzo dalle intelligenti pizzicature, con le keys che fendono la spessa coltre che cala al morir del giorno, concluso poi da ritmiche ben incisive.
"Erwin Schroedinger" (dopo i primi minuti sperimentali), "DI", l'emozionante "Master Miyagi vs. Hobra Kai" (probabilmente l'apice creativo del CD), sono nettamente Red Sparowes/Irepress, coi soliti sbalzi caratteriali tipici di queste profetiche formazioni, e il gruppo si avvicina anche ad alcuni episodi (quelli più riusciti) delle non troppo convincenti ultime prove dei Pelican.
Proseguendo nell'ascolto, esecuzione e ispirazione si mantengono al di sopra di sterile riproposizione, pur senza gridare all'album definitivo: dapprima nella soffusa "Picanol", poi con il colorato indie-noise di "We are the Sonic Death Monkey" e infine nello spoglio commiato rischiarato da tenui riflessi di speranza di "Song For My Stomach And For My Old Friend".
(Roberto Mattei)

The Silent Ballet . www.thesilentballet.com . 6/10
Museo Rosenbach. Celeste. Goblin. Italy has always seemed like a favourable place for good instrumental music to be born and flourish. Sure, Neil on Impression, Klimt 1918, and Rosolina Mar took what used to come out of Italy and gave it a whole new meaning, but there is something special that these new post-rockers share with their Italian prog brethren. Vortice di Nulla, a quintet with members who are still in their 20s, and their album I’m with Tortillas, Throwing Stones in the Water, are here to remind us of the youthful glee and sheer strength that bands from a boot-shaped country can transmit.
From the very first track, it is apparent that you are listening to the work of a very young band. "Dash and Dilah" acts like a vortex of energy, experimenting with a powerful bass line interwoven with various electronics and psychedelic guitars. As the album advances, one begins to realize that I’m With Tortillas... is an amalgam of genres. Many times in music, as in all other art forms, artists are on the lookout for their own voice, a certain sound the audience can connect them with, and that’s precisely what Vortice di Nulla seem to be doing. Their experimentation spans from post and math rock to 70s psychedelia, with gentle shoegaze touches; it sounds like a perpetual search for identity. Be that as it may, the album comes with a well studied flow, partly derived from its intense pace and beautiful interweaving of tracks, but also from the fresh and refreshing feeling it puts forward. In no more than forty minutes, Vortice di Nulla manage to create completely straightforward music that perpetually draws one in. If anything, there is a lack of subtlety to be acknowledged in every song, for the band is articulately frank; they do rely on crescendos, but there are no faux-climaxes, nothing one would not anticipate, and after a couple of spins you might already be familiar with all of the album’s ins and outs. Loud and crisp, this band will not trick you into believing you’re listening to something else - what you hear is really what you get, so do not expect any post-listening excitement. Most of the time, their instruments behave as distinct units, and getting past their youthful appeal might reveal a few discrepancies. Their music as a whole might sound complex, but this intricacy is deceitful, for each instrument is unsophisticated in its very own nature. However, their unpretentious layering miraculously works, making I’m with Tortillas... an enjoyable aural experience. Some albums should come with instructions, and this is one of them. It will jump start your memory and you will want to press stop and listen to an old record instead, but resisting this temptation can be equally gratifying. It is not often that one gets to experience Italian instrumental music from its very inception, and even though it might not sound the way it surely will after a few years, being a witness to all the baby steps and babbles counts as quality entertainment.
(Diana Sitaru)

Metal Zone . www.metal-zone.it . 5/5
Sono molto orgogliosa e mi sento davvero fortunata a ricevere e poter ascoltare, prima, e recensire, poi, le produzioni della nostrana indipendente piccola etichetta Trazeroeuno. Perché dico così?
In primo luogo perché le releases in questione hanno un non so che di illibato: sono originali nei suoni come nelle lyrics e lasciano sempre qualcosa dentro dopo essere passate dal lettore cd; in secondo luogo perché possiedono la forza e la passione di art-work creati manualmente uno ad uno e rigorosamente (per ovvi motivi e non per mero espediente commerciale) a tiratura limitatissima. Quello che o tra le mani è il debut album dei “Vortice di Nulla”, formazione italiana nata sul finire del 2003 e fautrice di un post-rock strumentale fatto di lunghe soffuse melodie spezzate da bruschi quanto eleganti inserti psichedelici in grado di esasperare lo stato d’animo dell’ascoltatore che si lascia trascinare in un vortice di emozioni come un naufrago in balia delle onde.
“I’m With Tortillas, Throwing Stones In The Water” è un lungo e sofferto percorso fatto di nove tappe scandite da distorsioni, urla, rumori, sussurri e da un fondamentale quanto esemplare lavoro di batteria: un album virtuoso ed intellettuale quanto basta, imprescindibile per i veri amanti della MUSICA.
(Vikingblood)

Ondalternativa . www.ondalternativa.it . 4,5/5
Cos'è questo caos? Cosa è , poi, questa serena melodia ? Non si sa bene dove vogliano portarci i Vortice di nulla ma lo fanno con una eleganza ed una capacità davvero straordinarie. Nati intorno al 2004, dopo aver sudato il loro primo lavoro domestico "Wirbel um nichts" arrivano alla demo "Mithosi", macinano chilometri, calpestano palchi , sudano sulle cordiere fino ad arrivare al 2008 , alla pubblicazione per l'attenta etichetta Trazeroeuno del loro logorroico album I’m With Tortillas, Throwing Stones In The Water; logorroico a dire il vero solo nel titolo perchè c'è davvero molto poco di parlato, discusso, urlato, sussurrato fra le nove tracce. Francesco, Ivano, Luca e Valerio sembrano dei signori della musica, eleganti e precisi, sanno benissimo cosa fare e come muoversi anche quando le loro melodie si mescolano con rumori e distorsioni, sanno benissimo dove sovraincidere una voce stridente e dove un controtempo di batteria ed è grazie a questa arte, al sapiente utilizzo di tutti i mezzi a loro disposizione, che si posizionano a tutto titolo fra gli allori della grande sacra famiglia del post rock. Le strade che c'indica il Vortice sono tante e senza un chiaro punto d'arrivo, non ci resta che perderci in questo Nulla così pieno, così vibrante e per farlo vi consiglio di provare l'ascolto del loro album in cuffia al fine di non perdere alcun effetto, nessuna struggente o serena illusione.
Buon ascolto e che Master Miyagi e Kobra Kai vi diano il giusto orecchio.
(fiorellaq)

Babylon Magazine . www.babylonmagazine.net . 7,5
Noise melodico e psichedelia sono le coordinate giuste per interpretare il post rock strumentale dei Vortice Di Nulla. La Trazeroeuno è l'etichetta/veicolo e quello che possimo aspettarci da questo "I'm Whit Tortillas, Throwing Stones In The Water" è senz'altro l'ennesimo album di elevata caratura, ed è davvero palese già dalle prime note dell'opener "Dash And Dixan", giusto per fare un pò di pulizia, come si deve.. La lezione di Mogway e dei Giardini di Mirò (ascoltate "Rise And Fall Of Academic Drifting", provare per credere!) è stata pienamente compresa e, come si conviene ad una band con un'anima bella decisa come i Vortice Di Nulla, il tutto è impreziosito da elementi nuovi e da sonorità che riescono a dare una bella rispolverata ad un genere non facile da proporre in chiave personale. Di cura notevole gli inserti elettronici ed i sample, che vanno ad inserirsi alla perfezione nelle molte maglie acustiche di questo "I'm Whit Tortillas...", album malinconico esenz'altro capace di regalare delle belle aperture e momenti intensi. I brani e la scaletta proposta sono ben amalgamati tra loro e l'ascolto non risulta nè pesante ne ostico, anzi considerando la natura strumentale delle composizioni, i nove brani scorrono bene ed il passaggio tra i molti ambienti sonori è molto naturale. Un sincero appaluso ai Vortice Di Nulla ed a Try della Trazeroeuno per il lavoro fatto e per la qualità della musica proposta. Come sempre!
(Abyss)

Shapeless Zine . www.shapelesszine.com . 8
Coraggioso ed elegante. Con queste due parole si potrebbe sintetizzare il lavoro fatto dagli italiani Vortice Di Nulla nel loro album d'esordio prodotto dall'etichetta Trazeroeuno. La band, attualmente formata da Francesco Innocenti (chitarra), Luca Bandini (basso), Valerio Amatulli (batteria) e Matteo Innocenti (tastiere), nasce nel 2003 e ben presto indirizza la propria proposta verso un post rock strumentale dalle tinte psichedeliche. Immaginate, quindi, un mix tra Mogway, Godspeed You Black Emperor!, Sonic Youth e Motorpsycho, il tutto senza alcuna linea vocale. Affascinante, senza dubbio, ma anche difficile da digerire se non si amano certe sonorità di confine. Fortunatamente sia i Vortice Di Nulla sia la Trazeroeuno se ne fregano bellamente di venire incontro alle difficoltà della massa e danno vita ad un album che non piacerà a tutti, ma conquisterà una sua nicchia grazie alle emozioni suscitate dalla musica del quartetto. Proprio questo è il punto di forza del gruppo: non giocano certamente la carta del virtuosismo strumentale, non possono appoggiarsi alle melodie facili del cantato e nemmeno possono aiutarsi nel ricreare ambientazioni particolari attraverso i testi; giocano tutto sui suoni, invece, modellandoli a seconda delle esigenze emotive che guidano le composizioni. Il tutto senza mai scadere nell'intellettualismo, in quell'atteggiamento snob che fa tanto indie.
Così abbiamo il primo brano che si chiama "Dash And Dixan", non vuole essere serioso e lavora un po' di più sul groove e la velocità: un buon ritmo, sferzate di chitarra distorta e una buona melodia di base che si districa tra momenti noise. "L'Orchestra Di Osama", invece, rallenta i ritmi e si insinua con dei pregevoli arpeggi, mentre una voce effettata fa capolino ma solo per inserirsi nel contesto degli strumenti, senza cantare nessun testo.
Arriviamo così a "Gocce Di Cristallo", che però non mi ha lasciato tantissimi spunti, per poi passare a "Erwin Schroedinger", più psichedelica, con suoni cibernetici che guidano verso un bel finale trascinante e coinvolgente in cui si sentono addirittura degli echi shoegaze.
Dopo la breve "DX", arriviamo al titolo più divertente di tutti, ovvero "Master Myagi VS Kobra Kai" (togli la cera, metti la cera!): il brano in realtà non è affatto stupido o scherzoso, ma anzi nei suoi otto minuti di durata mostra il lato più malinconico del gruppo, con gocce di chitarra che si poggiano su una sezione ritmica sorda ed esausta che arranca fino allo stremo delle sue forze, fino al crescendo finale.
"Picanol", non so perchè, ma mi ha ricordato "2000 & Gone" degli Anathema nella prima metà della sua durata e quindi non può che piacermi, vista la mia sudditanza psicologica verso la band dei fratelli Cavanagh; mentre arriviamo al finale con "We Are The Sonic Death Monkeys", più dinamica e ritmata, e con "For My Stomach And For My Old Friend", che rivela un animo acustico delicato ed elegante.
Che altro dire? Come già accennavo in apertura questo lavoro lascerà indifferente qualcuno e forse altri si potranno addirittura annoiare nei confronti di una proposta che si può ascoltare in due minuti facendo altro. Personalmente, pur riconoscendo che il gruppo ha ancora da lavorare per raggiungere l'eccellenza, sono rimasto affascinato da questo lavoro e quindi voglio premiarlo con un buon voto e la speranza di aver suscitato l'interesse di qualcuno verso il Vortice di Nulla.
(Danny Boodman)

Metal Beta . www.metalbeta.it . 7/10
Non sono un esperto di sonorità al di fuori del metal in generale, ma quando mi è pervenuto quest'album dei Vortice Di Nulla e l'ho inserito nel lettore cd mi sono accorto che questi ragazzi cremonesi sono veramente allucinanti, hanno fatto un disco che anche gli amanti del metal dovrebbero avere anche perché in loro qualcosa di "estremo" lo si trova alla grande. Psichedelici come nessun'altra band!Questa è stata la mia prima affermazione, un post-rock pregevole, io ho viaggiato per tutta la durata del disco e siccome amo questo tipo di suoni melodici, misti a parti più aggressive ma al contempo sempre molto sperimentali, non posso far altro che complimentarmi con la band e il suo operato artistico. Mi piacerebbe poterli vedere dal vivo per costatarne di persona le capacità e sentire con le mie orecchie se son capaci di riproporre le stesse atmosfere del disco.
Complimenti vanno anche alla loro casa discografica Trazeroeuno per aver dato a me e a chi volesse l'opportunità di scoprire i Vortice Di Nulla con questo I'm With Tortillas, Throwing Stones In The Water(il nome è tutto un programma), arricchito dalla confezione cartonata per i più pignoli!
Un vortice delle enormi potenzialità!
(Vygrid)

Raw & Wild . www.rawandwild.com . 6,5/10
Disco non facile da recensire questo I’m With Tortillas, Throwing Stones In The Water, album d’esordio dei Vortice Di Nullo. Da questo punto di vista l’album si va a inserire perfettamente nel catalogo della “coraggiosa” Tra Zero E Uno, etichetta che come poche se ne sbatte di mode e regole. La musica del quartetto (Francesco, chitarra – Ivano, chitarra – Luca, basso – Valerio, batteria) esplora territori vicini al post rock, al noise, alla psichedelica e tutto senza l’ausilio di parti vocali. Se da un lato questa scelta denota un certo coraggio, dall’altro alla lunga penalizza l’ascolto del disco, essendo complicato per l’ascoltatore mantenere per tutta la durata del cd la giusta attenzione. Ma questo è il limite di ogni album strumentale. Prendere o lasciare. Vorrei evidenziare, inoltre, come a fronte di sonorità sofisticate il gruppo ami utilizzare una sana dose d’ironia (zappiana) nei titoli, come ben dimostrano il titolo dell’album o della song “Dash & Dixan”. Un album da ascoltare e giudicare. Ad alcuni potrebbe piacere, ad altri no. Ma questo credo che importi poco al gruppo, che evidentemente ha scelto di percorre un percorso in piena autonomia stilistica.
(G.F.Cassatella)

Comunicazione Interna . www.comunicazioneinterna.it .
Verdi fiammate psichedeliche ed argentei tuffi introspettivi.
Il nome prescelto da questo quintetto lombardo non è che mi piaccia molto, e la definizione “post-rock strumentale”, attaccabile a mo’ di etichetta su questo cd, tanto mi attira – io appassionato del genere – quanto mi mette sul chi va là, considerato il numero veramente eccessivo di bands italiane impegnate a seguire le orme di Slint, Don Caballero, Mogwai ed Explosions in The Sky, spesso senza essere munite della necessaria dose di personalità.
Queste le perplessità di partenza, accantonate fin da subito, non appena ho inserito il cd nel lettore, grazie all’attacco fibrillante di “Dash and Dixan”! Lungo il cammino qualche derivazione in verità affiora (i soliti Mogwai in “We are the sonic death monkey”, certi arpeggi alla June of ’44 in “Picanol”…), ma devo dire che i Vortice di Nulla si dimostrano già sufficientemente maturi - nonostante la giovane età e nonostante questo sia il loro primo disco ufficiale - calibrati cromaticamente tra verdi fiammate psichedeliche (“Erwin Schrodinger”, "Di"...) ed argentei tuffi introspettivi ("L'orchestra di Osama", “Master Miyagi vs Kobra Kai”). Ottimo l’impatto sonoro della band, costruito intorno a chitarre taglienti e ad una batteria vigorosa (il cui incedere quasi meccanico viene posto sempre in primo piano), con le tastiere che tracciano improvvise interferenze anche accavallandosi a nastri vocali (vedi la prima parte della già citata “Erwin Schrodinger”) ed il basso che provvede sicuro a coagulare tutta la materia. Particolarmente azzeccata pure la scelta di concentrare la scaletta in 40 minuti e poco più, evitando così quelle inutili lungaggini che ammorbano troppi dischi post-rock: una incisività di forma e contenuti che è il vero valore aggiunto di “I’m with tortillas, throwing stones in the water”.
(Guido Gambacorta)

Audiodrome . www.audiodrome.it . 3/5
Forti correnti.
La Trazeroeuno continua a distinguersi come etichetta italica di gran livello artistico. Valido esordio questo dei Vortice Di Nulla, solido infuso di sensibilità post-rock e ritmiche math, condite da una veemenza chitarristica a volte molto vicina al fuoco di fila metal, per un lavoro che rivaleggia alla grande con dischi importanti come il debutto degli Aucan, dei Pivot o – per citare “il nome” – Mirrored dei Battles. Batteria affilata più di coltelli a serramanico per la partenza sprint “Dash And Dixan”, “L’orchestra Di Osama” imbocca il cunicolo dimensionale del piano astrale post-rock malinconico alla Mogwai, forte anche dell’unica parte vocale del cd. “Gocce Di Cristallo” dosa le stesse melanconiche energie, ma sostenute da ritmi spezzati di matrice Don Caballero (eh sì, non potevano non spuntar fuori!), intervallate da distorsioni incazzate tra synth e chitarre, tanto per chiarire il mood “tirato e cattivo” del gruppo di Crema. Mood confermato dal finale in crescendo, perfettamente incastrato alle turbolenze elettroniche di “Erwin Schrodinger”, che divampano dopo una manciata di secondi. E tra synth gorgoglianti e ondate di watt, I’m With Tortillas, Throwing Stones In The Water si rivela un gran disco, elegante e potente.
(Giampaolo Cristofaro)

Vortice di Nulla | I'm with tortillas, throwing stones in the water | interview

 

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