Un Cri Silencieux | scarlet room | review
HMP . www.hmp.it .
Voto: Buono. Potrebbe colpire anche chi non se lo aspetta.
Scarlet Room è il secondo EP degli Un Cri Silencieux uscito per Trazeroeuno. Potrebbe essere considerato il loro disco d'esordio, perché la formazione ora è un sestetto, nel quale è sempre presente (alle chitarre) Stefano De Ponti, una delle menti della label, del progetto ambient Passo Uno e anche parte dei Baise Noir; del resto pare che l'ottica di Trazeroeuno sia instaurare una rete di collaborazioni incrociate a creare - insieme all'attenzione per l'aspetto visuale - uniformità nelle diversità. Quattro pezzi sono sufficienti per conquistare una vastissima gamma di ascoltatori. In questo lavoro si possono infatti trovare suggestioni darkwave o post-rock o - se si è più legati al metal - si può andare col pensiero a band come Anathema, My Dying Bride o The Third And the Mortal. Nell'insieme si percepisce un gusto progressive (anche nell'interpretazione vocale), soprattutto mentre si ascoltano i diversi momenti nei quali si divide "Door In Abandoned House". I testi, in inglese e in italiano, sono poetici, macilenti e rassegnati: "Monocromi In Autunno", che è una traduzione di Pessoa, spicca inevitabilmente (Perché mi reco al letto della vita privo di sonno, di compagnia e di tranquillità è un'immagine che si conficca nel cervello). La title-track è un pezzo ambient che fa venire in mente un paragone con i Canaan, perché c'è una comune capacità di suonare pezzi dark pur con consapevolezza tecnica, alternandoli appunto a tracce solo atmosferiche. "Scarlet Room" è inoltre un video inquietante e minimale girato in maniera molto moderna (l'immagine segue il suono come in certe cose di Floria Sigismondi). Bisogna aggiungere poi ai pregi di questo CD-R un artwork curatissimo, azzeccato e ovviamente scarlatto, il dinamismo e la varietà ritmica (alla batteria c'è Matteo Donnini, anche lui parte dello staff di Trazeroeuno oltre che nei Lifend insieme alla cantante Sara Moriconi) e il cantato maschile: personale, fragile e teatrale.
L'intimità ha più volti
(
21/11/2005 - Fabrizio Garau)
Haternal . www.haternal.com . 8
Per fanatici di: Mogwai, Anathema e musica intensa in generale
È sempre bello tornare dalle vacanze e trovare nella propria casella della posta delle cartoline spedite da chissà quale luogo da parte di chissà quale amico.
È bello guardarne la foto, immaginare di essere anche noi in quel luogo di solito meraviglioso e poi voltarla e come ultimo atto leggere quello che il mittente ci ha voluto dire. Ecco un po’ mi è successo proprio questo quando ho trovato il debut album degli “Un Cri Silencieux” (nonché secondo cd uscito per la Trazeroeuno, nuova interessante etichetta milanese): ho ammirato la copertina crepuscolare e coperta di quella malinconia in cui spesso ci piace crogiolarci; ho letto i testi intensi, tra cui l’opener “Monocromi in Autunno”, pezzo tratto dal “Libro dell’Inquietudine” di quel personaggio controverso e geniale che è Fernando Pessoa; infine ho voluto sentire e vedere il messaggio che questo sestetto milanese voleva darmi. Se la copertina ci invita a varcare la soglia di quella malinconia di attimi felici e di momenti sereni oramai passati, le sonorità sono un vero e proprio viaggio in questo stato d’animo e a partire da “Monocromi in Autunno” fino ad arrivare a “Door in Abandoned House” non si fa altro che penetrare in stanze sempre più profonde per cercare di afferrare una tranquillità di spirito che sembra ormai perduta.
L’unione di certo post rock di stampo inglese, con Mogwai e Giardini di Mirò sicuramente tra le ispirazioni, con il dolcemente oscuro rock progressivo degli ultimi lavori degli Anatema crea una dolce culla accogliente, nella quale riescono a convivere e a farla da padrone la voce molto bella e evocativa di Sara Moriconi (ex Lifend) e quella maschile e quasi sospirata di Oscar Bellesso, in un intricato e ammaliante intreccio di tonalità, che non fa mai scendere il pathos di questo album.
Ragguardevole anche la title track, “Scarlet Room”, due minuti e mezzo di soffuso rumore bianco che si mischia con gli strumenti di sottofondo a formare un delicato pezzo quasi ambient che prepara alla successiva “Door in Abandoned House”.
Difficile estrarre qualcuno dei quattro pezzi vista anche la grande omogeneità di questo “Scarlet Room”, quindi il consiglio è di ascoltarvelo tutto di fila senza nessuna pausa e di lasciarvi cullare da tutto l’insieme degli strumenti (la batteria di Mattero Donnini è veramente eccezionale per stile e capacità di non essere mai banale) e delle voci e di entrare anche voi nella stanza scarlatta, un dolce utero in cui lasciarsi cullare dalla malinconia e dalle delicate note di questo album!
P.S.: il cd contiene anche il video della title track, che dà il giusto accompagnamento visivo alla malinconica tristezza dei suoni.
(Chetto -
09/09/2005)
Babylon Magazine . www.babylonmagazine.net . 8
Dolci e freddi cromatismi color pastello, mondi naturalmente estranei vagheggiati da dietro una finestra, un Io e la sua voce melanconica, tuttavia viva ed espressiva, una contemplazione ricca di sfumature e senza tempo; così si realizza in questo terzo capitolo l'ambizione degli Un Cri Silencieux di evocare un suggestivo quadro visivo con l'ausilio d'una musica dettagliatissima, e curata ottenendo un suono che richiama percezioni fortemente visuali. "Scarlet Room" esce per la milanese Trazeroeuno, etichetta per gruppi sperimentali dallo spiccato gusto per l'arte, spesso quella foto-grafica e/o pittorica associata alla musica. Sembra quasi che gli Un Cri Silencieux siano in un certo senso nati per questo, per adempiere con completezza a tutte le ambiziose intenzioni dell'etichetta. Con un dono per una spiccata originalità e personalità, possono essere accostati a progetti come Mogwai e Grails solo per un puro scopo d'indirizzamento al servizio dell'ascoltatore. In questa uscita strettamente limitata e da collezione troverete quattro brani composti, prodotti e presentati con una cura artigianale di pregevole e professionale fattura; un'attenzione e un amore per la propria creazione che si riflette anche nell'elegante busta che accompagna il CD, con doppio libretto che presenta e separa l'artwork dai testi.
Con un riff deciso, apre "Monocromi In Autunno", che subito si distende con cadenza iniziale regolare per poi soffondersi e dare il via al verse. Gli arpeggi elegantemente distorti, accompagnati dalla sessione ritmica acustica, organizzano un clima d'attesa sul quale comincia a levarsi il cantato emotivo di Sara, su liriche prese in prestito dalle parole di Bernardo Soares, il personaggio di finzione del "Libro Dell'Inquietudine" di Fernando Pessoa. Gli Un Cri fanno uso, in questo episodio della loro discografia, di due voci dalle caratteristiche molto diverse; Oscar offre un'interpretazione pulita, di carattere più deciso e secco, Sara un vibrato che mette in luce lo spessore della sua voce da contralto, ottima per le tinte più gravi e drammatiche. Di conseguenza, al subentrare della parte vocale maschile, il brano accelera il tempo mettendo in evidenza la sessione ritmica, per poi tornare a sciogliersi in melodie ancora più suadenti e terminare in una parte completamente distorta a perfetta mimesi della sensazione di spaesamento e traballante incertezza dell'Io, espresso nelle liriche. Segue "Köln", in una più brumosa atmosfera, decisamente chiusa e grave, notevole grazie alle perfette linee vocali femminili che esprimono un crescendo di circospetta inquietudine; al subentrare del secondo movimento, l'ascoltatore è ricompensato da una melodia rinfrescante, nostalgica ed incantevole. A rafforzare l'armonia intima del brano vi è un duetto sinceramente suggestivo delle due voci che conduce al climax tra arpeggi e un convincente assolo di chitarra, donde rinasce una quiete in cui si stempera il verse finale, in sottile armonia di pregio. La title track è un breve esperimento di frammentazione e scomposizione dei suoni, con un vago sentore di elettronica, che placa l'ondata emotiva per poi arrivare a "Door In Abandoned House". Questa si scuote da un letargico ed incerto incedere fluendo verso un secondo movimento intriso di passionalità, per infine riemergere in uno sgocciolare emozionale d'autunno e di bellezza; gli arpeggi di chitarra riscaldano ad ogni loro giro, il basso sorregge le tonalità ascendenti del cantato di Sara che ammicca al lirismo puramente poetico. Si può trovare molto in questi quattro brani, oppure lasciarsene avvolgere intimisticamente; il dettaglio puramente funzionale al sentimento preferisce essere dotato del suo significato all'interno della visione complessiva, ed è per questo che gli Un Cri Silencieux si offrono con piacevolezza anche all'ascolto meno impegnato. A voler trovare il pelo nell'uovo, il videoclip inserito come traccia CD-ROM forse non rispecchia in pieno quella che può essere la percezione soggettiva della musica del sestetto; troppe immagini passive, troppo osservare senza riuscire a cogliere una volontà di comunicazione salvo nel finale, un gioco di forme che lascio a voi il gusto di far vostro.
Tecnicamente ben prodotto, suonato con sentimento e bravura, con la capacità di celare le abilità degli strumentisti dietro al naturale talento, di celare la loro necessità di esprimersi dietro un velo di superflui classe e vellutati preziosismi, proprio per questo irrinunciabili e raramente così venusti.
(Massimiliano Monti)
Sensorium . www.sensorium.it .
Prodotto curatissimo sin dall'artwork, dall'aspetto artigianale. La confezione, malinconica ed intensa nelle sue tinte scarlatte, racchiude, proteggendolo da un libretto contenente i testi e le note biografiche, il gioiello, risultato dello sforzo profuso dalla band: il cd contenente le quattro tracce di cui si compone questo EP. Vinto lo stupore in cui rimango osservando la splendida cover, estraggo il supporto, lo inserisco nel lettore, spengo le luci che artificialmente illuminano la stanza, dando inizio ad un intimo viaggio pregno di emotività.
Il pregevole riff di "Monocromi in Autunno" introduce nell'io di questa giovane band milanese giunta, con "Scarlet Room", al terzo capitolo della sua storia. Il testo, in italiano, viene ottimamente interpretato dalla tecnica di Sara Moriconi, già apprezzata per il suo lavoro sul debut album dei Lifend, e dall'intensa prova di Oscar Belesso. Si passa a "Köln", traccia che rappresenta ottimamente uno stato di ansia interiore, inquietudine psicologica; spunta il cantato in inglese che, salvo la parentesi di scomposizione sonora ambient-minimale della title-track, si alterna ad alcuni versi in italiano sino al termine della registrazione, che si chiude con la calda e soffusa "Door In Abandoned House". Buona l'esecuzione strumentale di tutti i componenti della band; forse, a voler cercare il pelo nell'uovo, si poteva fare qualcosa in più in fase di produzione, dando una maggior dinamicità ai differenti stati d'animo delle tracce.
Immaginate le atmosfere degli ultimi Anathema, la darkwave, i crescendo del post-rock più intenso di Giardini di Mirò e dei giapponesi Mono delle ultime produzioni, spogliato delle sfuriate strumentali caratterizzanti alcuni brani di questi act citati a titolo esemplificativo. Amanti della musica intensa e sfuggevolmente malinconica fatevi sotto: una nuova band, italiana, ottimamente preparata, che, mi auguro, saprà riservarci altre piacevoli sorprese nel prossimo futuro. Per contatti: www.trazeroeuno.org/ucs
(Stefano Serati)
Ondalternativa . www.ondalternativa.it . 3,5/5
Colori sfumati che si librano su agrodolci sensazioni di compiacimento, paesaggi sonori in bilico tra vaste praterie innevate e rarefatti bisogni di passionalità; eteree (e talvolta lisergiche) gamme di emozioni provate nel loro massimo candore e nella loro più bieca (ed affascinante) oscurità. Esce per la Trazeroeuno “Scarlet Room”, terzo lavoro per Un cri silencieux, sestetto milanese che riesce a far assaporare un sound farcito da un bisogno allarmante di intimità e reazione che sfocia in un rarefatto dark che riprende i giapponesi Mono, i nostrani Giardini di Mirò e gli ultimi lavori targati Anathema con un pizzico di darkwave alla My Dying Bride.
Questo progetto si fa gustare in ogni suo piccolo particolare, dall’attenzione all’artwork che riprende la malinconia e la crepuscolarità che è presente in ognuno di noi e con cui ci piace confrontarci e lentamente imbarazzarci. Testi notevoli e profondi e che riprendono, come nel caso di “Monocromi in autunno” pezzo tratto da “Libro dell’inquietudine di Bernardo Soares, letterarie visioni.
Questa seconda uscita targata Trazeroeuno (www.trazeroeuno.org) si fa amare nella sua completezza lentamente e con un pizzico di affascinante solitudine.
(
Rocco D'Ammaro)
Doom Metal . www.doom-metal.com .
While this band features the man behind the doom/black project Asofy there are no similarities between the two. However, the band does have several strong connections with early The 3rd And The Mortal, especially the long jazzy sections of atmospheric doom metal. However while both bands display a feeling of sadness, Un Cri Silencieux is actually quite warm and dreamy most of the time. While The 3rd And The Mortal have a few songs with Norwegian lyrics, these guys have 'Monocromi In Autunno'. This means "monochrome in autumn" in Italian and the lyrics on that track, and parts of others, are also in Italian.
As I already said there is this warm sadness that fills this album. It yields some rather beautiful images of autumn leaves. There is also a sense of romance. I don't know if that is due to the relaxed, down to earth voices of the vocalists Sara Moricobi and Matteo Donni, but at least their style gives the music an Italian sound. It amazes me that this music manages to remain only partially doom metal, while still retaining a doomy atmosphere at all times. And even then they remain romantic and soothing.
There is also a movie track present on the CD. It is an abstract clip that seems to have no other meaning than to give more depth to the emotional aspects of the title track. There are some clips of two young ladies in summer dresses, a beach, a cornfield and a house. However many times I watch it, I can't seem to get anymore meaning out of it than that. While mentioning 'Scarlet Room', I should also mention that there is something about that track which has continued to annoy me. It's generally a short, OK track, but one of the elements in it sounds like a vacuumcleaner and that kind of ruins the mood on it. Fortunately the track lasts less than 3 minutes so there is still 20 minutes of really good stuff left.
This CD is something that fans of atmospheric doom would certainly enjoy. On the other hand I'm pretty sure that this will also be of interest to those who like Enya. Having said that, I'm sure many would think that this can't be any good. Well, honestly, while I found it rather boring the first time I listened to it, it quickly grew on me and I'd actually recommend it. It's probably the most peaceful CD in my entire collection.
(Arnstein H. Pettersen)
Benzoworld . www.benzoworld.com . 75
L’atmosfera creata da questo sestetto milanese tende decisamente al malinconico rosso dell’artwork, come esplicitamente dichiarata intenzione. Un Cri Silencieux, qui a ricordare che la musica ha colore, e chi questo (nonostante le lezioni di mostri sacri quali i Pink Floyd) non lo capisce – mi dispiace per lui – certamente arriva a perdere sensazioni per strada. E quando la musica è costruita soprattutto attorno a sensazioni, diventa un bel problema. ‘Scarlet Room’ è fatto di sensazioni e colori, con una voce che letteralmente si distende sul morbido tappeto di rumori e suoni creato dalla chitarra elettrica che si intreccia con quella acustica su ritmiche malinconiche. A volte sul rumore condito da suoni sparsi, come accade per la titletrack. Tutto sembra muoversi in una stanza in modo delicato persino nelle distorsioni, come a non voler contaminare niente oltre l’animo di chi ascolta. Volendo girare il discorso unicamente verso il suono e le influenze, il tutto rimanda ad un mix (solo per citare i primi che mi vengono in mente) di Anathema, Sigur Ros, Mogwai, con un tocco vagamente dark: consiglio l’ascolto di questo lavoro a chi apprezza il lavoro di quelle band, e a chi è contento nel sapere che esistano in Italia gruppi con questa sorta di filosofia della sensazione sonora-cromatica, che tende ad andare oltre il suono stesso ma senza eccessi particolari.
(Subway - 22 Agosto 2006)
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