Intervista
su Shapeless Zine
www.shapelesszine.com
Eccomi una nuova intervista ai Kailash.
Cerchiamo di saperne di più su questo grande gruppo,
promessa del panorama black nazionale.
Ciao ragazzi. L'ultima volta che vi ho intervistati,
vi chiamavate ancora Krom. Ora Kailash, per ovviare ad una
fastidiosa omonimia. Come mai proprio questo nuovo nome?
Ciao a tutto la staff di Shapeless. Come saprete Kailash è
considerato un luogo sacro, l'incontro di quattro diverse
religioni, nonché il centro fisico e spirituale dell'universo.
Una grande montagna innevata che si innalza per più
di 6000 metri; un luogo imperscrutabile dove modi di pensare,
sebbene differiscano tra loro in alcuni punti particolari,
convergono in un unico pensiero... quello di cercare la natura
essenziale di tutte le cose.
Siamo rimasti molto affascinati nel pensare tutto questo e,
ci siamo resi conto come il tutto abbia molte corrispondenze
con la nostra musica. L'incontro di vari stili atti a creare
un tessuto armonico che li comprende.
Tempo fa mi chiedevo come i Kailash non riuscissero
ad incontrare gli interessi di qualche etichetta. Ed eccovi
debuttare ora con la Trazeroeuno. Come è nata questa
collaborazione? Siete soddisfatti di questa etichetta?
La collaborazione è nata attraverso il nostro ex bassista
Andrea (insostituibile), che ci ha messo in contatto con Trazeroeuno,
in un secondo momento ci hanno contatto loro dicendoci che
erano rimasti molto colpiti dalla nostra musica. Detto cio
le cose sono andate per il meglio, hanno sbrigato un ottimo
lavoro per la promozione. Per ora siamo molto soddisfatti
per il loro impegno, e sopratutto la cosa molto interessante
del marchio Trazeroeuno è quello di vedere collegamenti
anche attraverso generi molto distanti tra loro, accumunati
da una grande passione per la ricerca di immagini attraveso
la musica.
Complimenti per l'artwork, molto ricercato. Quant'è
importante per voi, artisti, l'aspetto estetico della copertina
di un CD?
Indubbiamente è molto importante.
In "Kailash" avete riproposto le tracce
presenti nei demo "Wind Under The Door" e "Spectrum
Token Shift". Due facce diverse dei Kailash, quella più
black nel caso del primo, quella più sperimentale nel
secondo. Non è un azzardo, però, proporre tre
strumentali e solo due canzoni?
Artisticamente, la cosa non si discute, ma per attrarre
un'audience vasta, beh, non è che sia a mio avviso
una scelta molto felice!
Se artisticamente la cosa non si discute, a noi basta questo.
Tutto il resto non c'interessa.
Com'è cambiata in questi anni l'attitudine
della stampa nei confronti dei Kailash? Mi era stato detto
che qualcuno aveva definito la vostra musica "rumore".
Come hanno reagito pubblico e critica nei confronti di questo
album?
La situazione è cominciata a migliorare con l'uscita
di "Spectrum Token Shift". Ancor di più con
"Wind Under The Door". Questi due CD hanno rappresentato
una svolta che ci ha permesso di lavorare con un'agenzia.
Per quanto riguarda il nostro ultimo lavoro, la critica ha
risposto in maniera molto positiva... fortunatamente la nostra
musica non è più considerata rumore!
State componendo nuove canzoni per i Kailash? La
vostra band è sempre ridotta a trio, o si sono aggregati
nuovi elementi?
Sono gia pronti sette nuovi pezzi, praticamente un album che
tra poco registreremo. Per quanto riguarda la formazione è
ormai ridotta in un duo, e vogliamo che rimanga cosi. Al massimo
useremo qualche session dal vivo.
Cosa dobbiamo attenderci dal futuro dei Kailash?
Più sperimentazione, più brutalità, o
la semplice riconferma di quanto di buono abbiate fatto sino
ad ora?
Più sperimentazione ma anche più brutalità.
C'è da dire che le cose sono un bel po' cambiate, sempre
però rispettando le nostre origini. Il resto sarà
una sorpresa...
Non è frustrante suonare musica così
valida, e vedere che gruppi meno talentuosi di voi ottengono
di più? Come reagite di fronte a queste situazioni?
Per noi è sempre stato motivo di crescita, cioè
stimolandoci sempre di più a far meglio. Diciamo che
se siamo diventati dei buoni musicisti è sopratutto
merito di questa situazione che all'esterno può essere
vista come una cosa frustrante ma all'interno, per quanto
ci riguarda, è stato motivo di crescita sia a livello
musicale sia a livello umano. Insomma abbiamo saputo trasformare
quei momenti di sconforto in rabbia positiva.
Che novità ci sono dal fronte Hastur, il vostro
altro progetto? So che è sfumato un contratto con la
Xtreem Records...
Uscirà il disco per fine aprile sotto Grotesque Productions
(http://www.grotesquemusic.com/). Finalmente uno dei nostri
progetti sarà distribuito a livello internazionale.
Ma voi amate di più gli Hastur o i Kailash?
Eheh, bella domanda!
Indubbiamente i Kailash.
Bene, questa breve intervista è finita. Spiegate
ai lettori di Shapeless perchè dovrebbero acquistare
assolutamente "Kailash"!
Più che spiegare il perchè, possiamo influenzare
una fetta di ascoltatori a cui piace ascoltare con molta attenzione,
a nostro parere, della buona musica anche riflettendo molto
sulle atmosfere ricreate. Chi ama impatto e semplicità
rimanga distante dai Kailash. E' tutto, grazie tantissimo
per il vostro supporto.
Ciao a prestissimo con l'uscita del nuovo lavoro.
(Hellvis - Marzo 2007)
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