Haternal
www.haternal.com

Voto: 7

Per fanatici di: sonorità progressive, ricercate e vagamente estreme

Avevo sentito parole di grande elogio nei confronti dei Krom ed ora, grazie anche alla Trazeroeuno, ho la possibilità di ascoltarli anche se con il nuovo moniker, Kailash.
La band degli esordi autrice di un BlackDeath tecnico ed abbastanza grezzo sembra ormai un antico ricordo, questa nuova entità è decisamente più raffinata e ricercata sotto ogni punto di vista. A ricordare i momenti più estremi del gruppo è ormai rimasta la sola voce urlata che però in questo omonimo dischetto ricopre un ruolo estremamente marginale. Sono gli strumenti a fare da padroni nell’universo dei Kailash, il combo, capitanato dai fratelli Basili, tecnicamente è straordinario ed in questo prodotto ce lo dimostra dall’inizio alla fine.
Il sound degli ex Krom riesce a brillare di luce propria nonostante l’influenza degli Opeth e dei nostrani Novembre sia più che evidente, nonostante questo infatti il loro mix di DeathBlack ultra melodico, Heavy e soprattutto Progressive risulta originale e fresco. Quel che forse manca in “Kailash” è l’immediatezza, i fratelli Basili puntano sin troppo sulla loro grandi doti musicali lanciandosi in passaggi complicati ed a volte troppo fini a se stessi, come succede più volte in “Wind Under the Door”. Il trio mi convince decisamente di più quando cerca di trovare una sorta di via di mezzo, come succede nell’ottima opener “The Sleepers” e nella straordinaria "Token". Lunghissimi passaggi strumentali possono sicuramente piacere ad una certa audience ma altri, tra i quali, nella mia completa ignoranza, ci sono pure io, ai primi ascolti storcono il naso. E’ anche vero che dopo diversi ascolti il discorso cambia e che i Kailash fanno bene a fregarsene degli altri ed a comporre ciò che più gli pare ma esprimere i miei personali giudizi è il mio compito ed è ciò che faccio.
Nonostante tutto questo non posso non inchinarmi di fronte a tale perizia, ad ottime melodie, ad arrangiamenti tanto curati e ad un songwriting per gran parte eccelso. Marco è un ragazzo che non solo riesce a far suonare meravigliosamente la chitarra ma la fa catare, in alcuni passaggi mette la pelle d’oca e ci trasporta in dimensioni oniriche, per non parlare del drumming eccezionale di Andrea, un batterista che la maggior parte delle Metal band può solo sognare.
Chi è alla ricerca di sound profondi, tecnici, melodici e perché no difficili ha trovato una band che farà la propria gioia. Gli amanti di sonorità grezze ed ignoranti è meglio che stiano alla larga dai Kailash.

Sinteticamente: soggettivamente parlando in un prossimo futuro mi piacerebbe sentire dei Kailash ancor più estremi anche se già in questo disco omonimo in alcuni passaggi pestano come dei dannati, ed inoltre vorrei che dessero più importanza al cantato perché Marco Basili se la cava alla grande anche qui! Se apprezzate questo genere di sonorità lanciatevi a capofitto in questo progetto, non ve ne pentierete.

(Jan Montanaro)

‹‹‹