Benzoworld
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Voto: 75

Basta un solo ascolto per capire che i Kailash hanno qualcosa in più rispetto alla miriade di bands che si affacciano oggi al debutto. Questo è il primo demo per la band tricolore, solo però se si considera il monicker 'Kailash', che non è il primo utilizzato dai nostri. I più attenti talent-scout avranno senz'altro annotato da qualche parte i nomi 'Hastur' e 'Krom', ovvero i Kailash prima maniera, autori questi ultimi (i Krom) di un interessante avant-black tutto tecnica e grandi ambizioni. La scelta di cambiare identità (ancora una volta) è da interpretare come il primo vagito di qualcosa di volutamente nuovo, ma che in fin dei conti tanto nuovo non è: in aggiunta ai primi due pezzi, nuovi di zecca, i nostri ci ripronpongono infatti, nella sua interezza, il demo 'Spectrum Token Shift' del 2004, il penultimo a marchio Krom. Facile allora vedere questo 'Kailash' come una sorta di compendio dell'operato dei due Basili (Marco e Andrea), da sempre al comando di un gruppo che fa della pura fantasia compositiva il suo principale modus operandi. Visto che parliamo di black metal, o comunque di estremo, i nomi chiamati in causa (anche indirettamente) sono pochi ma di valore assoluto: Borknagar, Arcturus, Opeth, Solstafir. Nelle lunghissime tracce costruite con maniacale dedizione dai nostri (solo 'Shift' scende nettamente sotto i sette minuti), si può respirare la stesso sentimento anarchico che ha caratterizzato i primi passi di queste grandi bands. Musicalmente stiamo parlando di un combo capace di mettere sul piatto una personalità già notevole (per quando grezza), anche se alcune armonie di chitarra sembrano ricreare le stesse atmosfere, oscure e malinconiche, tanto care agli Opeth. Detto questo, l'arma in più dei Kailash è senz'altro il coraggio: se nel 2004 questi ragazzi avevano la faccia tosta di inserire il sax nel turbinìo nero di 'Spectrum', oggi sfoderano senza batter ciglio delle suite di oltre otto minuti, condite di screams micidiali ed evoluzioni strumentali in costante bilico tra black e progressive-metal. La maturazione definitiva è dietro l'angolo. Basta solo riuscire ad incanalare tutta queste idee in canzoni che abbiano un minimo filo-logico; guarda caso, lo stesso percorso che i già citati Borknagar e Arcturus hanno intrapreso, con successo, anni or sono. Inutile dire che la strada è quella buona. Mi raccomando, vi tengo d'occhio.

(Viking)

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